07 giugno 2006

il lato oscuro

Il marketing è ovunque ma è intangibile, guida le nostre azioni ma non le controlla. Spesso è una vocina dentro di noi che ci suggerisce che un prodotto andrà meglio di un altro o che un servizio non ha futuro perché troppo costoso. In alcuni la vocina è più forte che in altri, ma ce l'abbiamo tutti: si chiama buon senso.
Lo studio del marketing e la sua applicazione possono potenziare molto la vocina portandola a comunicarci cose che da soli probabilmente non avremmo mai sentito. Fin qui niente di male; in fondo il marketing è conoscenza e la comunicazione è informazione.

I punti di partenza sono sempre due: prodotto e mercato. Il punto di arrivo è sempre uno: l'utile... e anche questo è bene.

Se ho un buon prodotto, quello che devo fare è informarmi sul mercato, scoprire cosa del mio prodotto attira di più l'attenzione, comunicare di conseguenza e vendere.

Se conosco bene il mercato, quello che devo fare è costruire un prodotto che il mercato desidera, comunicare di conseguenza e vendere.

Bisogna però fare attenzione. Il lato oscuro è sempre in agguato. Entrambi i processi descritti sopra ci obbligano ad adeguare i nostri prodotti al mercato, ovvero ai nostri clienti (che come sappiamo bene hanno sempre ragione).
Ma cosa succede se decidiamo di adattare solo la comunicazione, ultimo e più malleabile ingranaggio del marketing, alle esigenze dei clienti? Otteniamo facilmente dei prodotti che deluderanno i clienti ma che porteranno comunque un utile.

Il lato oscuro è più facile.

Un esempio pratico: per diversi anni le aziende hanno cercato soluzioni software "modulari", ovvero che permettessero all'acquirente di un software di scegliere quali funzioni attivare e pagare e quali no.
Se devo fare solo la prima nota non mi serve il "modulo di gestione del magazzino"; posso semplificarmi la vita e spendere meno. Il ragionamento è giusto e funziona.
Ed ecco che praticamente tutti i software aziendali si trasformano in pacchetti "modulari" (e anche "integrati"... qualunque cosa significhi).
Qualche produttore di software si è adattato al mercato rivedendo il proprio prodotto in versione modulare, ma qualche altro ha semplicemente inserito la parolina magica "modulare" nelle sue brochure. Come distinguerli? Se non si è esperti in materia non si può.

Il lato oscuro ha raggiunto il suo scopo. Chi ha modificato il suo software per renderlo modulare ha speso per lo sviluppo e per la comunicazione; chi ha usato il lato oscuro ha probabilmente copiato una comunicazione non sua e ha speso poco o nulla in sviluppo del prodotto.

Che scenario sconfortante... e questo è solo l'inizio.

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