Quando anche un buon CMS fa danni
CMS: content management system. In genere si intende un software web based più o meno personalizzato che serve per permettere ad utenti non esperti di gestire i contenuti di un sito web. Come tutte le cose, a volte serve e a volte no. A volte serve per risolvere un problema e crea un danno. Come si fa a decidere?
Anche in questo caso spesso è il punto di partenza dell'azienda ad essere sbagliato. L'imprenditore chiede ad una software house o ad una web agency un sito con un CMS per poter gestire autonomamente il sito web prima di aver sviluppato il progetto del sito medesimo e addirittura prima di aver concepito una strategia di comunicazione.
La software house fa il suo lavoro e consegna un bel CMS, più generale possibile con più funzioni possibili e un'interfaccia più semplice possibile. L'impresa si trova facilitata (non sempre) nella gestione dei contenuti pagando il piccolo prezzo di rinunciare a un po' di libertà nella strutturazione della comunicazione.
A volte va bene. Spesso no. Perché?
Perché la necessità di un CMS non dipende affatto dalle dimensioni dell'azienda o dal personale dedicato al marketing. Dipende dai contenuti che serve gestire per permettere all'azienda di realizzare la sua strategia di comunicazione.
Se ad esempio abbiamo 3 linee di prodotti con 20 prodotti a linea ci viene spontaneo pensare che un CMS è necessario. Non è detto. Se le 3 linee sono completamente separate e non esiste possibilità (o non serve) di creare una "vista trasversale" tra i prodotti che porti ad un diverso percorso ipertestuale per gli stessi prodotti, un CMS può trasformarsi in una trappola.
I prodotti possono essere inseriti e gestiti in modo meccanico ma non personalizzato, lo può fare chiunque ma di fatto si rinuncia a tutti i vantaggi comunicativi di una gestione più "artigianale" senza avere i vantaggi di una classificazione automatica.
Se invece abbiamo 8 prodotti che però devono essere richiamati da più percorsi generati automaticamente e magari abbiamo una prospettiva di crescita della produzione che non sappiamo prevedere, può essere indispensabile adottare un CMS già in questa fase.
Non voglio fare un esempio scontato ma la Apple ha una marea di prodotti con una serie di percorsi incrociati infinita e non utilizza CMS. Ovviamente ha, per contro, una redazione dedicata alla comunicazione che si occupa solo ed esclusivamente del sito.
E' proprio questo a cui bisogna tendere. Studiando opportunamente la strategia di comunicazione dell'azienda si può arrivare a decidere come meglio utilizzare il sito web e quindi come strutturarlo e alla fine decidere se vale la pena di rinunciare a un po' di flessibilità per avere un CMS oppure se è meglio operare a mano.
Infine attenzione: operare a mano non significa avere una redazione competente.
Esistono software come Adobe Contribute che permettono a non addetti ai lavori di scrivere sul sito senza rischi.
Naturalmente il sito deve essere configurato ad hoc ma questo è un problema da poco.
Ultimamente sto sperimentando una soluzione ibrida. Contribute per gestire le pagine personalizzate associato ad un mini CMS che gestisca la classificazione dei contenuti e il carrello. Il risultato per ora mi pare incoraggiante ma prima di cantare vittoria voglio testarlo sul cliente-cavia.
Anche in questo caso spesso è il punto di partenza dell'azienda ad essere sbagliato. L'imprenditore chiede ad una software house o ad una web agency un sito con un CMS per poter gestire autonomamente il sito web prima di aver sviluppato il progetto del sito medesimo e addirittura prima di aver concepito una strategia di comunicazione.
La software house fa il suo lavoro e consegna un bel CMS, più generale possibile con più funzioni possibili e un'interfaccia più semplice possibile. L'impresa si trova facilitata (non sempre) nella gestione dei contenuti pagando il piccolo prezzo di rinunciare a un po' di libertà nella strutturazione della comunicazione.
A volte va bene. Spesso no. Perché?
Perché la necessità di un CMS non dipende affatto dalle dimensioni dell'azienda o dal personale dedicato al marketing. Dipende dai contenuti che serve gestire per permettere all'azienda di realizzare la sua strategia di comunicazione.
Se ad esempio abbiamo 3 linee di prodotti con 20 prodotti a linea ci viene spontaneo pensare che un CMS è necessario. Non è detto. Se le 3 linee sono completamente separate e non esiste possibilità (o non serve) di creare una "vista trasversale" tra i prodotti che porti ad un diverso percorso ipertestuale per gli stessi prodotti, un CMS può trasformarsi in una trappola.
I prodotti possono essere inseriti e gestiti in modo meccanico ma non personalizzato, lo può fare chiunque ma di fatto si rinuncia a tutti i vantaggi comunicativi di una gestione più "artigianale" senza avere i vantaggi di una classificazione automatica.
Se invece abbiamo 8 prodotti che però devono essere richiamati da più percorsi generati automaticamente e magari abbiamo una prospettiva di crescita della produzione che non sappiamo prevedere, può essere indispensabile adottare un CMS già in questa fase.
Non voglio fare un esempio scontato ma la Apple ha una marea di prodotti con una serie di percorsi incrociati infinita e non utilizza CMS. Ovviamente ha, per contro, una redazione dedicata alla comunicazione che si occupa solo ed esclusivamente del sito.
E' proprio questo a cui bisogna tendere. Studiando opportunamente la strategia di comunicazione dell'azienda si può arrivare a decidere come meglio utilizzare il sito web e quindi come strutturarlo e alla fine decidere se vale la pena di rinunciare a un po' di flessibilità per avere un CMS oppure se è meglio operare a mano.
Infine attenzione: operare a mano non significa avere una redazione competente.
Esistono software come Adobe Contribute che permettono a non addetti ai lavori di scrivere sul sito senza rischi.
Naturalmente il sito deve essere configurato ad hoc ma questo è un problema da poco.
Ultimamente sto sperimentando una soluzione ibrida. Contribute per gestire le pagine personalizzate associato ad un mini CMS che gestisca la classificazione dei contenuti e il carrello. Il risultato per ora mi pare incoraggiante ma prima di cantare vittoria voglio testarlo sul cliente-cavia.
Etichette: cms, comunicazione, siti web, strategia




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