09 ottobre 2007

La rivoluzione del buon senso

Pensare che nel post precedente riflettevo sul consumatore consapevole e sulle speranze che la rete mi dava in un futuro in cui i prodotti di scarso valore hanno poco spazio sul mercato indipendentemente da quante tette si impiegano per promuoverli.


Ho ricevuto da un caro amico questa immagine del primo giorno di lezione di giornalismo in un Università del Missouri. A parte un paio di poveracci, gli allievi hanno tutti un powerbook o un macbook della Apple. Il mondo sta cambiando. Passare ad un computer Apple non è solo comprare un'altra marca. Significa cambiare sistema operativo, non potersi scambiare i giochini piratati e non passare più la giornata a giocare a solitario. Significa passare ad un sistema operativo Unix attrezzato per lavorare.
I nuovi Mac permettono l'installazione di un doppio sistema operativo e quindi, se vuoi, puoi mettere anche windows e passare un pomeriggio a giocare con l'ultimo giochino. Però la realtà è che quando cominci ad usare MacOSX (il sistema operativo della Apple), il tuo cervello si abitua ad un ambiente di lavoro ergonomico e funzionale e la sola idea di tornare a "lavorare" con Windows o Vista ti diventa insopportabile.

A parte gli imprenditori refrattari a qualsiasi tipo di evoluzione, sono anni che converto i miei clienti all'utilizzo di computer Apple, facendogli abbandonare PC, Windows o, peggio ancora, AS400.

Perché? Non certo perché la Apple mi dà una percentuale; lo stesso rivenditore ha un margine di poche decine di euro per macchina. Per un semplice motivo: lavorare in efficienza porta meno spese, più guadagni, più soldi da spendere in marketing, più contratti per me. Oltretutto, senza fare niente, mi guadagno sempre la fiducia e la gratitudine dell'azienda.

Non so se è la mia immaginazione ma, quando entro in una azienda in cui hanno messo computer Apple, mi sembra che gli impiegati sorridano di più, siano più cordiali e ben disposti e abbiano una pelle più luminosa.

Potrei propormi come dermatologo aziendale ...

L'unico ostacolo sono i consulenti-venditori. Eh si. Perché in Italia il "consulente" , anche nel campo dell'informatica, è visto con sospetto. Siamo abituati a pagare cose solide, che si possono toccare. Pagare un consiglio, un'opinione o uno studio ci fa sentire un po' come Pinocchio dopo l'avventura con il Gatto e la Volpe.
E così i bravi consulenti informatici hanno imparato a vendere e a consigliare quello che gli dava più margine come venditori. Un insieme di macchine windows è una buona soluzione perché necessità di manutenzione e assistenza continue, va cambiato ogni due anni altrimenti non comunichi con nessuno, ha bisogno di aggiuntine software costanti e mamma microsoft premia il consulente con buone provvigioni.

Un sistema AS400 poi è la perfezione (non è un caso che la IBM sia riuscito a venderne tanti in Italia quando il resto del pianeta l'ha snobbato alla grande). E' un macinino che non fa quasi niente e quello che fa se lo tiene rigorosamente per se. Il linguaggio di programmazione è una schifezza con la flessibilità di un pacco di schede perforate ma, soprattutto, tra macchine, sistemi e software si devono spendere un sacco di soldi (fino a un miliardo di vecchie lire in una azienda di medie dimensioni con tre-quattro postazioni client).

Come comprare una mietitrebbia per rasare i 12 mq di pratino davanti a casa.

Però i consulenti sono diventati bravi a vendere. IBM è sicurezza (e provvigioni). Un prodotto che costa centinaia di migliaia di euro non potrà mica essere paragonato ad un sistema con interfacce magari web based sviluppato con software opensource che gira su un MacOSX o su un Linux con un computer da non più di mille euro?
Certo che no. Infatti la seconda soluzione è molto meglio indipendentemente dal fattore economico. E' facile farla crescere, adattarla alle esigenze reali dell'azienda, non costa quasi niente di manutenzione, non si pianta e, in conclusione, non fa fare soldi ai consulenti/venditori.

Dato che il marketing non si può toccare, quando entrate in una azienda come consulente, il primo modo in cui potete aiutarla è cercare dei consulenti tecnici che non siano anche venditori. Consulenti disposti a studiare la situazione e i bisogni e ad identificare la soluzione migliore per l'azienda. Perché il primo modo per fare soldi è non buttarli via.

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